Le sovracorrenti: il sovraccarico e il cortocircuito

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cavi rotti che provocano scossa elettrica
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22/11/2020

Si dicono sovracorrenti quei valori di corrente che superano i massimi valori ammissibili per un determinato impianto elettrico: cavi (o condutture) e/o componenti. Le sovracorrenti provocano il surriscaldamento fino al danneggiamento o addirittura all’incendio dei materiali isolanti, con conseguenze che possono essere molto gravi per le persone e le cose, quindi devono essere riconosciute dai dispositivi di protezione ed
eliminate entro un tempo utile per evitare danni.

IL SOVRACCARICO

Il sovraccarico è una sovracorrente che si verifica in un circuito elettricamente sano a causa di carichi eccessivi collegati all’impianto. Il sovraccarico deve essere riconosciuto ed eliminato dai dispositivi di protezione prima che possa produrre danneggiamenti ai materiali isolanti dovuti alle eccessive temperature che possono raggiungere.
Per la protezione delle condutture contro il sovraccarico, bisogna rispettare le condizioni indicate dalla norma CEI 64-8 e riportate nella seguente tabella.

PROTEZIONE CONTRO IL SOVRACCARICO

Per la protezione delle condutture bisogna rispettare le seguenti condizioni (norma CEI 64-8)

Se si utilizzano fusibili di tipo gG la condizione (b) non è rispettata perché la loro corrente di sicuro intervento è If ≤1,6 In (anzicè di 1,45 In), pertanto bisogna scegliere un fusibile con una corrente nominale In non superiore a 0,9 volte la portata Iz, come indicato in (c).
Bisogna tenere presente che la portata Iz, delle condutture dipende sostanzialmente dal tipo di materiale isolante (capacità di resistere al calore) e dal tipo di posa (capacità di smaltire il calore).

PROTEZIONE CONTRO IL CORTOCIRCUITO

Per la protezione delle condutture bisogna rispettare le seguenti condizioni (norma CEI 64-8)

Interruttori automatici per uso domestico e similare

Norma CEI EN 60898-1

Gli interruttori automatici per uso domestico o similare, anche detti “modulari” vengono considerati specifici per utenti non addestrati. Sono dispositivi di protezione e comando con corrente nominale fino a 125 A, potere di cortocircuito fino a 25 kA, dotati di sganciatori magnetotermici non regolabili, con tre tipi di caratteristiche di intervento tempo-corrente, rispettivamente magnetotermici di tipo B, C e D, vedi figura.
Questi interruttori, detti anche interruttori magnetotermici, sono tutti idonei al sezionamento (anche se si tratta di modelli di alcuni anni fa che non riportano in targa il simbolo del sezionamento).


Sono disponibili e utilizzabili anche interruttori modulari di origine tedesca con caratteristiche di intervento tipo Z, K e MA conformi alla norma EN 60947-2, con le caratteristiche riportate in tabella.

Gli interruttori magnetotermici sono il sistema di protezione contro le sovracorrenti più utilizzato negli impianti elettrici, per la loro affidabilità e per il grande vantaggio di essere
ripristinabili a differenza dei fusibili. In figura vediamo le parti costruttive di un interruttore
magnetotermico con isolamento in aria, che sono largamente impiegati nei quadri elettrici:

  • la protezione termica è costituita da una lamina bimetallica (7) che si riscalda e si piega al passaggio della corrente e che comanda l’apertura dei contatti con un tempo di ritardo detto “inverso”, cioè più è alta la corrente e più è basso il tempo di
    intervento;
  • la protezione magnetica è costituita da una bobina (6) che interviene istantaneamente (si considera generalmente un tempo effettivo di apertura dei contatti di 40 ms);
  • il sistema di spegnimento dell’arco elettrico è costituito da una “camera” (9) suddivisa in numerosi diaframmi che “raccolgono” e spengono l’arco.
    Complessivamente si ottiene un sistema idoneo a garantire la protezione contro tutte le sovracorrenti, cioè sia contro i sovraccarichi sia contro i cortocircuiti.
    Le principali caratteristiche degli interruttori magnetotermici sono desumibili dai dati di targa, mentre le specifiche tecniche complete sono fornite dai costruttori.
    Nell’esempio di figura successiva relativa a un interruttore magnetotermico modulare, vediamo tutte le informazioni che possiamo ricavare dai dati di targa.

ATTENZIONE A NON CONFONDERE UN SEZIONATORE SOTTO CARICO (IMS) CON UN INTERRUTTORE MAGNETERMICO !

Estratto dalla Guida UNAE IN TASCA N.1 “Le sovracorrenti- Gli interruttori – I fusibili – La portata dei cavi” ©UNAE Emilia-Romagna 2020

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