relè monostabile o bistabile

Relè monostabile o bistabile: quali differenze?

I relè si dividono in due grandi categorie in base al loro comportamento quando cessa l’alimentazione: monostabili e bistabili.
La differenza sembra tecnica ma ha conseguenze pratiche importanti nella scelta per il tuo impianto.

Relè: quando monostabile e quando bistabile?

In base al comportamento assunto in condizioni di presenza della tensione di alimentazione nella bobina, i relè possono essere classificati in relè monostabili o bistabili.

Il relè monostabile ha un solo stato stabile: nel momento in cui arriva un’eccitazione dall’esterno, il sistema commuta, quando cessa l’effetto dell’impulso esterno, torna allo stato precedente. Per far funzionare il circuito occorre eccitare la bobina e mantenerla in azione, facendo muovere i contatti; se l’alimentazione cessa, i contatti tornano alla posizione di riposo, ovvero quella in cui il contatto è aperto e nessun intervento è fatto su di esso.

Il relè bistabile ha due stati stabili, grazie alla presenza di due bobine di comando per cui, quando arriva un impulso esterno il circuito elettrico commuta, quando cessa l’impulso esterno, il circuito resta nello stato determinato dall’impulso: i contatti restano attivati anche se l’alimentazione della bobina è assente. In questo caso, il mantenimento dei contatti nella posizione di lavoro (quella in cui il contatto è chiuso e c’è il passaggio della corrente), anche al cessare dell’alimentazione, è garantito da un sistema di ritenuta di natura meccanica.

 

Confronto rapido: monostabile vs bistabile

CaratteristicaMonostabileBistabile
Stati stabili1 (riposo)2 (aperto e chiuso)
Alimentazione bobinaContinua per mantenere il contattoSolo all’impulso di commutazione
Al cesso alimentazioneTorna in posizione di riposoMantiene l’ultima posizione
Consumo energeticoPiù alto (bobina sempre eccitata)Più basso (impulso momentaneo)
Applicazione tipicaSicurezza, allarmi, protezioniDomotica, automazioni, luci
Numero bobine12

Quando usare il relè monostabile

Il monostabile è la scelta giusta quando vuoi che il sistema torni automaticamente allo stato di sicurezza se viene a mancare la corrente. Esempi tipici:

  • Sistemi di allarme (il contatto si apre al calo di tensione)
  • Protezioni di macchine industriali
  • Circuiti dove il “riposo” deve corrispondere allo stato sicuro

Quando usare il relè bistabile

Il bistabile è preferibile quando vuoi che il sistema ricordi l’ultima posizione anche dopo un’interruzione di corrente. Esempi tipici:

  • Controllo luci in domotica (la luce rimane accesa/spenta
    anche dopo un blackout)
  • Automazioni industriali dove il ripristino automatico
    potrebbe essere pericoloso
  • Applicazioni a basso consumo dove la bobina non deve
    restare alimentata continuamente

Domande frequenti

Il relè passo-passo è monostabile o bistabile?
È bistabile: ogni impulso commuta lo stato e il contatto rimane nella nuova posizione anche senza alimentazione continua.

Quale consuma meno energia tra monostabile e bistabile?
Il bistabile, perché la bobina viene eccitata solo per un istante durante la commutazione. Il monostabile invece deve mantenere la bobina alimentata per tutto il tempo in cui il contatto è attivo.

Si può sostituire un relè monostabile con uno bistabile?
Non direttamente — richiedono logiche di comando diverse. Il bistabile ha bisogno di due impulsi distinti (set e reset), il monostabile di un segnale continuo.

Nel nostro shop trovi relè monostabili e bistabili per impianti civili e industriali, con diverse tensioni di bobina disponibili.

1 commento su “Relè monostabile o bistabile: quali differenze?”

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